venerdì 28 ottobre 2011

Giro d'Italia in "tre bicchieri"

Giro d'Italia in "tre bicchieri"




A Città della Scienza a Napoli, c'è stata domenica 23 la festa-evento dei “Tre Bicchieri del Gambero Rosso”: oltre 180 etichette in degustazione sui 375 premiati con i 3 bicchieri della guida Vini D'Italia 2012 del Gambero Rosso.
Piacevole la sede, Città della Scienza, un po' alta la musica, ...grandi assaggi di vini, con la comodità della distribuzione ai banchi dei vini premiati per regione, così da potersi costruire delle mini orizzontali (per i meno avvezzi al linguaggio enologico, la degustazione orizzontale è quella che permette di assaggiare lo stesso vino di produttori diversi).
Assaggiarli tutti, in una serata, ovviamente, è impossibile, epperò da questa sintesi estrema si riportano a casa quattro interessantissime memorie, quattro piacevolissime tracce 
gusto-olfattive.







Si comincia con un Pigato, Riviera Ligure di Ponente DOC, il Cycnus 2010 dell'azienda Poggio dei Gorleri: si parte, personalmente, con una specie di tuffo nostalgico, con un vitigno diffuso al confine tra le province di Imperia e Savona, dove mia moglie ha abitato per un anno. Il Cycnus assaggiato si impone per la forza aromatica, intensa e persistente, carica di agrumi e di sentori erbacei, ed all'assaggio è molto piacevole, con una struttura importante ed equilibrata.


La seconda tappa, su e giù per l'italia dei vini, è in Campania, a Mirabella Eclano (Avellino), dove l'azienda di Luigi Moio, Quintodecimo, si è aggiudicata il massimo riconoscimento Gambero Rosso per il Fiano di Avellino DOCG Exultet 2009: un Fiano che - parzialmente - viene affinato in barriques di rovere francese e che risulta pieno di profumi erbacei, di frutta tropicale matura e aromi perfino mielati; una volta bevuto questo vino riempie la bocca con la sua potenza e vi rimane a lungo.



Appena più a sud si poteva giungere a Barile, (toponimo evocativo, senza dubbio alcuno) da Basilisco, per il loro Aglianico del Vulture DOC Basilisco 2008: un vino potente di aromi di frutta rossa sotto spirito, con delle note di radice di liquirizia e quasi di caramella balsamica ed un'eccellente persistenza aromatica dopo l'assaggio, dove l'astringenza tipica del vitigno è decisamente presente, ma assolutamente gradevole.


Per l''ultimo asso di questo poker si risale tutto lo stivale, si piega leggermente ad est, e si arriva in provincia di Verona, a San Pietro in Cariano, all'azienda Brigaldara; il loro Amarone della Valpolicella DOC Case Vecie 2007 è sicuramente l'assaggio migliore della serie. Un vino potente nei profumi, di forte grado alcolico (oltre 16 gradi), di eccezionale equilibrio gustativo: uno spettacolare profumo di miele di eucalipto, di uva passa, di balsamico è il preludio per una esplosione gustativa grazie  all'impeccabile equilibrio tra la nota dolce, l'acidità, la densa mineralità e persino una lieve nota tannica.




Quattro assaggi da tre bicchieri, indiscutibili ed immemorabili.


Anche l'assaggio fortunato e casuale del pomeriggio, in tutt'altro contesto, era stato interessante: alla Locanda 1880 di Carinola, stante la presenza dei produttori e dell'enologo di una nuova azienda ho avuto il privilegio di assaggiare in anteprima il cru con cui una nuova etichetta, Verrengia, debutterà sul mercato. Il Vigna Santa Lucia, Falerno del Massico DOC 2008: la vigna che dà il nome al vino è a Casale di Carinola, estesa per circa 2,5 ettari, a 200 metri sul livello del mare, con esposizione nord-sud su terreni vulcanici del Roccamonfina. Il vino è una esplosione di profumi di liquirizia e solo dopo si percepisce la confettura di marasca ed una gradevolissima nota di rosa rossa in piena fioritura, l'assaggio soprprende per l'equilibrio di un vino relativamente giovane, in cui l'acidità lascia presagire la capacità di invecchiamento, e contemporaneamente l'astringenza tanninica è presente ma assai aggraziata.
Il Falerno dei romani è stato definito il primo doc della storia, ma visto che a Pompei su una taverna c'era scritto
«Edone fa sapere: qui si beve per 1 asse; se ne paghi 2, berrai un vino migliore; con 4, avrai vino Falerno» 
forse anche il primo "tre coppe"  (i bicchieri verrano dopo) della storia.
Alessandro Manna
[pubblicato anche su Il Caffè,
settimanale indipendente di Caserta]

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